IL TRENO DELLA MEMORIA 2026: UN VIAGGIO NELLA STORIA…UN VIAGGIO NELL’ ANIMA

Insieme a centinaia di studenti per conservare la Memoria

Personale scolastico

Docente

Lunedì 2 febbraio 2026, una delegazione di 45 studenti e studentesse del nostro istituto è partita per un viaggio di otto giorni in Polonia, per vivere un’esperienza unica, proposta dal progetto “Treno della memoria”( associazione TdF Mediterranea APS -Terra del fuoco) . Così, insieme a centinaia di altri studenti provenienti da tutta la regione, alcuni ragazzi dell’Istituto Enrico Fermi di lecce delle classi : 3 A TED, 4 A LS, 4 B LS, 4 D I,4 B MM, 4 E I, 5 A ET, 4 B I,4 A EE, 4 A TL, 4 C I, 5 A I, 5 C I, 5 EI accompagnati dai docenti Proff. De Luca Stefano, Pascali Teresa, Pinto Fabio Roberto sono partiti in pullman diretti in Polonia e, precisamente a Cracovia .

Il Treno della Memoria non è stato soltanto una visita guidata, ma un percorso educativo che è iniziato prima della partenza . Prima di partire, infatti, docenti e alunni hanno partecipato a diversi incontri di preparazione, in cui è stato approfondito la storia del Nazismo, della Shoah. Siamo arrivati a Cracovia, dove abbiamo vissuto un’esperienza indelebile, un viaggio nel cuore della storia, un tuffo nel passato che ci ha lasciato senza fiato. Il “Treno della Memoria” ci ha portato a visitare i luoghi più dolorosi e significativi della Shoah, lasciandoci con emozioni contrastanti, ma soprattutto, con una profonda riflessione sulla vita e sulla libertà.

Siamo arrivati in pullman, in una Cracovia imbiancata di neve dove i ragazzi sono immediatamente esplosi di gioia . Abbiamo visitato, accompagnati da una guida bravissima, il ghetto ebraico di Cracovia e la Fabbrica di Schindler : due luoghi che hanno lasciato un ricordo indelebile nella memoria di noi tutti . Il ghetto, con le sue strade strette e le case anguste, ha evidenziato la vita quotidiana disumana di una comunità costretta a vivere nel nascondimento e in un mondo ostile.

La visita alla Fabbrica di Schindler, invece, ci ha fatto comprendere come la determinazione di un solo uomo possa fare la differenza! Oskar Schindler, industriale tedesco ha rischiato la propria vita per salvare gli Ebrei che lavoravano nella sua fabbrica .

La sua storia ci ha insegnato che la compassione, la solidarietà e la determinazione, possono fare la differenza nelle macerie della storia… Questi due luoghi ci hanno fatto riflettere sulla essenza della natura umana, sulla capacità di compiere il bene o il male, dimostrando che anche nelle situazioni più difficili, c’è sempre la possibilità di aiutare il prossimo e lottare contro i soprusi per la giustizia . A Cracovia abbiamo vissuto un’esperienza indelebile, un viaggio nel cuore della storia, un tuffo nel passato che ci ha lasciato senza fiato.

Il “Treno della Memoria” ci ha portato a visitare i luoghi più dolorosi e significativi della Shoah, lasciandoci con emozioni contrastanti, ma, soprattutto, con una profonda riflessione sulla vita e sulla libertà. La visita ai campi di sterminio di Birkenau e Auschwitz è stata un’esperienza forte a livello emotivo che ci ha fatto sentire piccoli e impotenti di fronte alla crudeltà umana. Le camere a gas, i forni crematori, le baracche… ogni cosa ci ha parlato di sofferenza, di paura, di morte. Eppure, in mezzo a tanto orrore, abbiamo trovato anche la speranza, la resilienza di chi ha sopravvissuto, la forza di chi ha continuato a lottare…una vera lezione di vita. Birchenau è stato il primo campo di sterminio nazista. Il campo si presenta come un vasto complesso di baracche, torri di guardia e recinzioni di filo spinato . AlI’ arrivo siamo stati accolti da un silenzio opprimente e da un freddo pungente, rotto solo dalla voce della guida che ci raccontava l’atroce storia dei prigionieri . La prima cosa che si vede è la “rampa” di arrivo, dove i prigionieri sono stati scaricati dai treni e selezionati per la vita o la morte. Le baracche, un tempo piene di prigionieri, sono ora vuote e silenziose, ma ancora impregnate dell’odore di morte e di sofferenza. Il “campo femminile” è un luogo particolarmente commovente, dove le donne sono state costrette a vivere in condizioni disumane. La “camera a gas” e il “forno crematorio” sono i luoghi più simbolici del campo, dove sono state uccise e bruciate le vittime. Infine, a Birchenau, i nazisti avevano creato artificialmente delle polle d’ acqua, note come “laghi di cenere” dove le ceneri dei prigionieri venivano versate.

Dopo abbiamo visitato il campo di concentramento di Auschwitz, i ragazzi in religioso silenzio hanno attraversato il cancello con la famosa e ironica scritta “ Il lavoro rende liberi” . Auschwitz è il campo di concentramento principale, dove sono stati imprigionati e uccisi oltre 1,3 milioni di persone. Il campo si presenta come un complesso di edifici e recinzioni di filo spinato . Abbiamo visitato il museo dove sono esposti oggetti e documenti che raccontano la storia del campo e dei perseguitati . Entrambi i campi sono luoghi di grande impatto emotivo, che hanno fatto riflettere tutti noi sulla natura umana e sulla capacità di fare del male. Ma il vero valore di questo viaggio è stato il confronto con noi stessi, con le nostre paure, le nostre speranze, le nostre certezze. Ci ha fatto comprendere che la libertà non è un diritto acquisito, ma un bene prezioso che dobbiamo difendere ogni giorno. I ragazzi hanno ascoltato gli attori della compagnia Itaca che magistralmente hanno raccontato la storia della seconda guerra mondiale sulle strade della magica Crocovia . Infine, presso l’Università di Cracovia, gli alunni si sono confrontati sull’ esperienza vissuta, opportunamente, guidati dagli educatori.

Molti alunni hanno espresso un senso di gratitudine e di apprezzamento per la libertà e la vita che hanno oggi: “Non darò mai per scontata la mia libertà”, “Sono grato di vivere in un paese dove non esiste la paura della persecuzione” sono state alcune delle frasi che hanno usato. In generale, la visita a Birchenau e Auschwitz ha avuto un impatto profondo sugli alunni, in modo particolare, con la commemorazione finale voluta dall’ AssociazioneTdF Mediterranea Progetto Treno dell Memoria, quando i ragazzi, hanno ricordato le vittime, nominandole ad alta voce e lasciando la propria impronta su un lenzuolo commemorativo del Treno della Memoria. Tutti eravamo visibilmente emozionati . Siamo chiamati a essere i custodi della memoria, a trasmettere la storia ai nostri figli e ai nostri nipoti, a lavorare per un mondo più giusto e più umano. Soprattutto questo percorso nella storia ci ha fatto riflettere come spesso prendiamo per scontate le cose più importanti, come la libertà, la dignità, la vita, il pensiero libero, come spesso ci lamentiamo di piccole cose, di problemi insignificanti, mentre altri stanno lottando nel mondo per sopravvivere. Dobbiamo anche noi cercare di essere vicini al nostro prossimo e non cadere nel gelo dell’ Indifferenza che non vede e non sente !Siamo grati e ringraziamo la Dirigente Prof.ssa Biagina Vergari per averci concesso l’opportunità di vivere questa preziosa e costruttiva esperienza. Un sentito ringraziamento alla Prof.ssa M. Latino che ci ha sempre supportato con i suoi consigli e preziosi suggerimenti.

 

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